Banana Split e Santa Lucia passa di Nuovo
E dire che ‘altro giorno lei e il suo asinello si sono dati danta pena per attraversare le alpi in tempo…
E che trovo questa mattina …
Santa Lucia nel ruolo di Cedric oppure Cedric nel ruolo di Santa Lucia… la scelta è vostra.
Ma il piacere di trovare di nuovo il tavolo coperto di clementine e mandarini e piccoli regali per me non è cambiato.
Un po perché non mi ero accorta che si fosse alzato nel cuore della notte e un po perché era proprio una super sorpresa…
E finalmente ho un super paio di guanti violetti molto carini ed utili per affronttare il freddo polare di Nancy.
E anche delle Ballistiche di Lush che fondono nella vasca da bagno per rilassare o tonificare o altro!!!
Geniale!
Ed ora passiamo ad un’altra sorpresa che il mio ometto mi ha fatto ieri sera…
Dopo una lunga chiamata su skype con mamma e papà per sentire meno lunga l’attesa prima di rivederli per Natale e una cena tipicamente italiana il mio ometto ha deciso che era il momento di viziarmi ed è una cosa a cui ho perso l’abitudine e che quindi mi ha fatto davvero tantissimo piacere!
Comunque mi ha fatto stare comoda sul mio divano, con una coperta natalizia sulle gambe e si è rintanato in cucina per qualche minuto.
E quando ne è uscito aveva un dessert gigantesco tutto per me…
Una BANANA SPLIT …
Non ne mangiavo da più di 5 anni credo.
Forse di più…
Non ne mangiavo da quando adolescente andavo in gelateria la sera con i miei amici… da “Peccati di Gola” o da “Danesi” … dovrei chiederlo a loro perché saprebbero rispondere mi sa…
Comunque non solo ha preparato la Banana Split ma ha anche fatto la foto per voi perché io potessi pubblicarla qui sul blog…
E a parte il fatto che poi quasi ci andavo a rotoli nel letto il dessert era buonissimo, la sorpresa di stamattina altrettanto e per una volta non ho disavventure da condividere! INCREDIBILE!
Ed eccovi la ricetta…
La Festa di Santa Lucia
A Brescia… e credo anche a Bergamo ma sopprattutto nei paesi del nord Europa (Svezia, Norveglia e Finlandia) esiste questa festa, incrostata in tradizioni profonde, che è fatta di magia, luci e regali …
Una festa che da piccola adoravo e che crescendo continuo ad amare.
Mi ricordo che da piccola io e mio fratello dormivamo nello stesso letto la notte del 12 dicembre aspettando con ansia che mamma o papà venissero a svegliarci la mattina.
Su ogni gradino che da camera nostra portava giù in soggiorno c’erano a volte dei dolcetti, a volte dei pezzettini di carbone dolce e altre volte delle figurine che cospargevano il nostro sentiero verso il tavolo della sala….
E là la magia operava, le lucine di natale brillavano e nella penombra i vedeva una tavola impandita di colci, clementine e regali di ogni tipo per tutta la famiglia.
Mia mamma era abilissima nell’operare la magia e per noi piccoli che ci credevamo tantissimo tutto aveva un’aria di mistero.
E perfino ora che siamo giovani adulti, quando siamo a casa, la mamma si sveglia nel cuore della notte per far operare la magia ancora e ancora.
Mi fa piacere vedere, che una delle mie amiche (una delle migliori per altro) rifaccia la stessa cosa per il suo bimbo oggi.
Questa festa magica si ripete attravrso le generazioni e non muore insieme ad altre tradizioni ormai stantie…
Cosi, quest’anno ho deciso di far provare questa sensazione di attesa e aspettative che avevo da piccola anche al mio uomo, che nonostante i suoi 29 anni non ha mai avuto il privilegio di credere, da piccolo a tutte queste cose.
Qui in Francia infatti Santa Lucia non esiste e Babbo Natale è un po sottostimato…
Per cui questa notte mi sono svegliata e cercando di fare più piano possibile ho allestito il nostro tavolino del salotto, l’ho coperto di carta da regalo verde e oro, di ghirlande dorate e di regelini vari… più un chilo di clementine che è una cosa che non fa mai male.
E quando lui finalmente si è svegliato (erano le dieci accidenti, avrei potuto allestire il tavolo alle 8 al posto che stanotte alle 4) ed ha aperto la porta della camera… beh, aveva lo sguardo sorpreso e luccicante di un bambino!
Molto contente della mia sorpresa riuscite e di aver trasmesso un po di magia anche a quel miscredente del mio ragazzetto, pensavo che la cosa sarebbe finita li.
Invece, intorno all’ora di pranzo ha suonato il postino, con un pacco gigante per noi.
Il pacco veniva dall’Italia, e pare che nonostante le alpi, il freddo e la neve, l’asinello si Santa Lucia (che per comodità chiameremo mamma) è riuscito ad arrivare fino qui in Lorena.
E cosi la magia ha operato anche per me, ormai adulta e il tavolo era di nuovo pieno di pacchettini.
Che idea geniale hanno avuto i miei genitori che per l’ennesima volta nella mia vita sono riusciti a stupirmi e a strapparmi un sorriso.
Buona Santa Lucia a tutti!
Mi stavo dicendo che… stasera niente ricette … pensieri spersi e burro salato
Da qualche tempo io della Francia non so più che farmene… Sono cinque anni tra andate ritorni e permanenze e credo di aver esplorato l’esplorabile…
Mi stavo dicendo che… stasera niente ricette … pensieri spersi e burro salato
Da qualche tempo io della Francia non so più che farmene… Sono cinque anni tra andate ritorni e permanenze e credo di aver esplorato l’esplorabile…
Cup Cake Fantasia
Ingredienti
3 uova
300 gr di zucchero
300 gr di farina 00
200 gr di fecola di patate
200 gr di olio di semi
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito pan degli angeli
Per il frosting:
100 gr di panna ( montata)
100 gr di Crescenza Mauri
100 gr di formaggio dolce spalmabile
100 gr di zucchero
100 gr di cioccolato fondente
Decorazioni
ho comprato un po di cioccolatini sfiziosi dalla cioccolateria , e dei confettini tipo smhartis colorati…in questo caso le faccine di animali della jungla tipo il panda , il leone ecc…e dei rotolini di cioccolato bianco , delle coccinelle ecc…ma voi potete usare altri cioccolatini con forme diverse…spaziate con la vostra fantasia nel decorare…
Preparazione
Sbattere le uova con lo zucchero…..quando saranno spumose e raddoppiate di volume, aggiungere l’olio, la vanillina, il lievito e le due farine..amalgamare bene senza smontare troppo le uova….Nel frattempo imburrare i pirottini e versare il composto riempiendoli per circa 2/3 …infornare a 80 ° fino a quando si sono cotti e dorati in superficie…..Una volta pronti decorarli con un frosting fatto con un misto di formaggio spalmabile, Crescenza Mauri lavorata con lo zucchero e resa morbida, la panna montata e il cioccolato sciolto a bagno maria…mettere il composto nella sacca a poche e decorare i cup cake…una volta completati tutti ..aggiungere i cioccolatini e decorare il tutto …
Polpettone al forno con prosciutto spinaci e patate allo zafferano
Polpettone al forno con prosciutto spinaci e patate allo zafferano
INGREDIENTI
© 400 gr di carne macinata bovina
© Olio evo
© 3 cubetti di spinaci surgelati (equivalgono a 2 porzioni)
© prosciutto crudo
© formaggio grattugiato Grana Padano
© mozzarella Galbani Santa Lucia
© Sale q.b.
© 3 patate di grandezza media
© zafferano Monreale
© moscato di Cagliari
© pangrattato
© 1 uovo
PROCEDIMENTO:
Mettete un uovo e un pizzico di sale nella carne macinata e impastate facendo una palla, quindi poggiatela su un foglio di carta forno e con un altro foglio poggiatevi sopra la carne e stendetela con l’aiuto del mattarello.
In un tegame fate cuocere gli spinaci in 2 cucchiai di olio evo e 2 dita di acqua, una volta cotti, privateli dell’acqua e sminuzzateli con un coltello.
Mettete gli spinaci sulla carne e spolverate con del Grana Padano.
Di seguito procedete con la mozzarella a fettine e il prosciutto. Adesso con l’aiuto della carta forno procediamo ad arrotolare.
Ecco il risultato finale:
Scaldate il forno a 180 °C , panate il polpettone nel pangrattato e dopo aver messo un filo di olio infornate per 15 minuti.
Mettete in una tazza del vino moscato e scioglieteci dentro una bustina di zafferano.
Dopo che saranno trascorsi i 15 minuti togliete il polpettone dal forno e versate il moscato con lo zafferano, girando delicatamente il polpettone, quindi rimettere in forno per altri 20 minuti.
A parte pulite le patate e tagliatele a dischetti. Ultimata la cottura del polpettone toglietelo dalla teglia e mettete le patate a cuocere per 20 minuti salando quanto basta.
Quando il polpettone sarà tiepido tagliate a fettine e quando le patate saranno cotte unite il polpettone e le patate lasciando dentro al forno caldo, ma spento.
I segreti della ricetta:
Quando ultimate la cottura del polpettone e dovete mettere le patate, assicuratevi che il liquido del moscato non sia evaporato del tutto, diversamente aggiungete un mestolo di acqua.
Quando stendete la carne con il mattarello non fatela troppo fine, altrimenti in cottura si spezzerà.
Questo gustoso secondo con contorno è ottimo, specialmente per le patate aromatizzate allo zafferano e il moscato di Cagliari che fa la differenza!
Pasta al forno con polpette
Pasta al forno con polpette
Non sono una patita di pasta al forno, ma fatta così la trovo davvero irresistibile! Un ottimo piatto per la domenica che abbina carboidrati e proteine in un eccezionale piatto unico!
INGREDIENTI
© 80 grammi di rigatoni De Cecco a persona
© 100 gr di macinato (porzione per 2 persone)
© 1 mozzarella Santa Lucia Galbani
© 1 bottiglia di passata di pomodoro
© Formaggio grattugiato q.b.
© Sale q.b.
© vino bianco
© 2 fettine di prosciutto cotto
PROCEDIMENTO:
Con la carne macinata preparate tante piccole polpettine di sola carne e mettetele a rosolare in padella con 2 o 3 cucchiai di olio evo.
Rosolate le polpettine e sfumate con 2 dita di vino bianco; versate la passata di pomodoro, quindi salate quanto basta con 2 pizzichi di sale e fate cuocere a fuoco medio per 20-25 minuti.
In abbondante acqua salata fate cuocere la pasta, scolandola 4 minuti prima di fine cottura.
In una teglia mettete del sugo e la pasta, quindi altro sugo. Tagliate a pezzi la mozzarella e anche il prosciutto cotto e ricoprite con il formaggio grattugiato (Grana Padano).
Infornate nel forno preriscaldato a 180°C per 7 minuti, finché la mozzarella non risulta bella filante. Lasciate riposare in forno e gustate caldo! Buon appetito!
I segreti della ricetta:
Questo piatto è facile da realizzare e delizioso da mangiare, l’unico accorgimento che bisogna avere sono i tempi di cottura della pasta, quindi scolatela bella al dente per ultimare la cottura in forno.
Quando condite la pasta nella teglia lasciatela bella liquida con un po’ di acqua di cottura della pasta e bella sugosa, di modo che in forno non si secchi, ma resti bella cremosa.
Storie dalla Cucina, Una tavola lunga mezzo milione di anni, IL CIOCCOLATO (capitolo secondo)
Come avrete sicuramente capito oggi parliamo del cioccolato…
«Nove persone su dieci amano il cioccolato e la decima mente.»
O per lo meno cosi sosteneva l’artista americano Jhon Tullius… Voi che ne pensate? Io quasi quasi ci credo! ^___^
Ma quali sono la storia e le origini del cioccolato? Da dove viene questo potente antidepressivo naturale?
Un’antica leggenda azteca fa risalire l’origine del cioccolato agli dei, questo popolo pensava infatti che il cacao (pianta da cui il cioccolato proviene) fosse un dono del loro dio dei venti fatto agli uomini.
Si narra che questo dio, volendo condividere con gli uomini il cibo degli dei rubo’ alla sua specie alcuni semi di questa piantina e, presa forma umana ando’ sulla terra e lo semino’ chiedendo al dio della pioggia di innafiarla e spiegando agli uomini come ricavare dal cacao una bevanda amara e ricca di spezie che appunto era considerata la bevanda preferità delle divinità.
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| Hernan Cortes |
La pianta del cacao nasce nelle foreste tropicali dell’America centraale.
Maya e Aztechi furono i primi a tostare e raffinare il cacao e creare una pasta amara che poi mescolata a vaniglia, pepe e cannella e con aggiunta di acqua fu la prima cioccolata calda della storia.
L’arrivo del cacao in Europa è dovuto al conquistatore Hernan Contes, conquistatore spagnolo che ne riporto’ ampie quantità dai suoi viaggi.
Cortes e i suoi uomini furono, per un capriccio del destino, ben accolti dai suoi uomini in quanto presi per degli dei e l’imperatore Montezuma come regalo di benvenuto offri loro le preziose piante.
Cortes nel 1524 spedi il primo carico all’imperatore spagnolo descrivendo la cioccolate come una bevanda mistica capace di far camminare un uomo per una giornata senza cibo o acqua ma avando solo in corpo una tazza di cioccolata calda.
Dal quel momento gli spagnoli ebbero il monopolio del cacao e lo lavorarono con il miele e lo zucchero per renderlo meno amaro.
Il cacao arrivo’ in Italia solo nel 1574 grazie al navigatore Fancesco Carletti.
La prima fabbrica di cioccolato fu aperta in Francia (bravi i francesi) nel 1770.
Nonostante questo fu l’Italia ad avere il ruolo più importante nella storia del cioccolato grazie all’inventore Doret che nel 1774 mise a punto una macchina idraulica capace di lavorare la pasta di cacao con vaniglia e zucchero e trasformarla nelle attuali tavolette di cioccolato.
La lavorazione del cacao, fatta in questa maniera fu una vera e propria rivoluzione non solo a Torino, città natale del caro signor Doret ma anche in tutto il resto del mondo sotto più punti di vista.
Molte fabbriche aprirono e si svilupparono granzie all’invenzione di questo macchinario e questo diede una scossa al mondo del lavoro, molte persone di ceto sociale basso vennero ingaggiate per lavorare in queste fabbriche ed in seguito si aprirono numerose cioccolaterie e dando lavoro anche a numerosi artigiani.
Il che permise all’economia di ottenere un certo sviluppo.
Fino al 1800 la cioccolata era solo per i ricchi ma all’inizio del secolo, grazie alla nascita di queste numerose fabbriche anche le classi sociali più povere poterono approfittare del cibo degli dei.
L’ingelese Cadbury fu il primo ad aggiungere il burro di cacao alle barrette ed ottenne grande successo ma fu uno svizzero, un tale signor Lindt (sapete di chi parlo,no?), figlio di un farmacista che nel 1879 nel suo laboratorio in rovina, e con macchinari di seconda mano, trovo’ la formula perfetta per il cioccolato creando delle nuove tavolette che erano dure e croccanti ma che si scioglievano in bocca.
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| Cristoforo Colombo |
E chi l’avrebbe mai detto all’epoca che Lindt sarebbe diventata la più conosciuta e reputata fabbrica di cioccolato? Di sicuro non noi italiani né i francesi che tutt’oggi continuiamo a contendere il titolo allo svizzero Lindt.
Una curiosità è che il nostro caro Cristoforo Colombo, nel viaggio in cui scopri l’America nel 1492, aveva già assaggiato la bevanda a base di cacao, ma non trovandola di suo gradimento non penso’ minimante a portarla in Europa e io sono certa che ora, si stia rosicando le mani nella sua tomba.
Il cioccolato, non solo aiuta la produzione di endorfine dandoci quindi il buonumore e aiutandoci a combattere lo stress ma è anche più potente di una qualsiasi crema solare proteggendo la pelle dai raggi del sole.
Inoltre aiuta a proteggere il sistema cardio-vascolare. *
E ora andiamo tutti a farci una bella tazza di cioccolata calda!
*Aggiornero’ il post appena ottenuto la licenza per pubblicare alcuni dati statistici.
Piatto estivo: pomodori ripieni con insalata di riso
L’insalata di riso è un piatto ricco di ingredienti diversi, buono e pieno di colori, mio marito l’adora e così con l’arrivo della bella stagione la preparo volentieri. Ecco un modo grazioso di servirla che farà della vostra insalata di riso anche un piatto da proporre in un buffet o ad una festa di compleanno.
INGREDIENTI
© 80 gr a testa di riso per insalata
© 2 pomodori grandi da insalata
© 80 gr di mais Bonduelle
© 1 pacco di wurstel
© olio evo
© 1 uovo sodo per ogni 160 gr di riso
© formaggio tipo Auricchio Dolce 70 gr
© 10 olive verdi di Gaeta
© tonno al naturale 80 gr
© sale quanto basta
PROCEDIMENTO:
Fate cuocere il riso in acqua salate e nel frattempo preparate i condimenti.
Scolate il tonno dall’acqua e anche il mais; fate cuocere i wurstel in padella o per 1 minuto nel microonde in un piatto coperto.
Fate bollire le uova per 7 minuti in acqua, raffreddatele nell’acqua fredda e pulitele tagliandole a pezzetti.
Tagliate a dadetti anche il formaggio e i wurstel a rondelline. Pulite le olive privandole del nocciolo.
Unite tutti gli ingredienti in un vassoio capiente e girate con un mestolo.
Preparate i pomodori da insalata lavandoli e tagliando il coperchio, quindi con un cucchiaino e un coltello svuotate i pomodori e mettete un pizzico di sale rovesciandoli a testa in giù su un piatto.
Quando il riso è cotto scolatelo e se serve bloccate la cottura con un getto di acqua fredda.
Rimestate il riso con tutti gli ingredienti precedentemente preparati e condite con un cucchiaio di olio evo a testa, quindi per 160 gr di riso 2 o 3 cucchiai di olio.
Con un cucchiaio riempite i pomodori e coprite con la loro calotta.
I segreti della ricetta:
Il pomodoro è l’ingrediente che a mio avviso fa la differenza nell’insalata di riso, così servito evitiamo che diventi acido e si mantiene bello fresco e saporito.
L’insalata di riso sarà ancora più buona se tutti gli ingredienti riposano e uniscono i sapori, anche per questo è un piatto ideale da preparare con anticipo.
Potete gustare anche con la maionese se la preferite all’olio evo
Pomponette presenta: Cocktail by Marzio
Da ormai più di un anno, su questo mio blog potete trovare ricette per ogni occasione, antipasti, primi, secondi e dolci…
Mi sembrava pero’ che mancasse qualcosa…
Quando ero in Italia avevo l’abitudine di uscire con gli amici e insomma si esce, e a volte si festeggia o semplicemente si ha voglia di bere qualcosa in compagnia…
Cosa manca quindi a queto blog, per essere davvero completo, e offrirvi letteralmente di tutto?
Dei COCKTAILS !!!
Quindi …
Sul blog, a partire da questa settimana, oltre agli atelier di cucina con i bimbi, e la storia della cucina a capitoli,e numerose ricette, vi offro qualcosa di più leggero.
Una nuova rubrica, ricca di colori e profumi nuovi.
Marzio,il gentile omino che mi aiuterà in questo nuovo progetto, si occupa da ormai qualche tempo di gestire il retro-bancone in tre bar differenti ed ha cosi accumulato un bel po di esperienza per potervi proporre un cocktail ogni settimana per i prossimi tempi.
Ogni ricetta sarà composta da un drink alcolico e dalla sua versione analcolica, foto, ingredienti e la voglia di far festa.
Per il vostro piacere personale, e anche perché il nostro partner è dotato di una macchina fotografica con obiettivo migliore di quello del mio povero telefonino, le foto saranno anche migliori di quelle delle mie ricette, i colori saranno sgargianti e spero vi diano tutti voglia di essere provati.
* per i non anglofoni: “lasciate che la festa cominci”



























